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quotidiano: apprendi le novità sulle detrazioni fiscali, gli ecobonus, i benefit commerciali, le nuove iniziative

NEWS

vetrina locale da ristrutturare per nuova apertura

Nuova apertura
show-room

Dal 1 gennaio 2016, in centro a Roncade (Tv), apriremo il nuovo spazio, aperto al pubblico, dedicato allo show-room ed al centro assistenza caldaie. L'orario di apertura è quello dei normali esercizi al dettaglio, il giorno di riposo è il sabato. Le visite saranno solo su appuntamento contattandoci ai riferimenti che troverete nella sezione CONTATTI.

Potrete incontrarci, raccontarci le nuove idee per il Vostro immobile, se siamo in grado, saremo lieti di darvi un consiglio o un preventivo di spesa. Possiamo consigliarvi la soluzione migliore, quella più economica, le opere necessarie subito e quelle magari realizzabili in un secondo momento (in un progetto di lungo periodo), come impiegare al meglio il Vostro budget, risparmiare sfruttando le promozioni, ottenere convenienti estensioni nelle garanzie dei prodotti, accedere alle agevolazioni fiscali.

Progettiamo assieme le Vostre nuove soluzioni, SENZA IMPEGNO.

Passate a trovarci, Vi aspettiamo.

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Viessmann estensione garanzia: 5 anni nelle caldaie a condensazione tipo 200, 300

La garanzia 5 Plus
di Viessmann

Viessmann la tranquillità è inclusa nel prezzo!

Garanzia 5 Plus è l‘estensione di garanzia che Viessmann offre ai clienti che scelgono le caldaie a condensazione Vitodens serie 200 e 300.

Validità dell'iniziativa

L'iniziativa è valida per le caldaie a condensazione Vitodens 200 e 300 (fino a 35 kW) acquistate dal 1 febbraio al 31 dicembre 2015

Come attivare l'estensione di garanzia?

E' sufficiente sottoscrivere un contratto di manutenzione programmata con il Servizio Assistenza Tecnica Viessmann presente in tutta Italia: l'estensione della garanzia sulla caldaia da 2 anni a 5 anni è gratuita!

Condizioni di attivazione
- Stipulazione di un contratto di manutenzione programmata di 4 anni con un Centro di Assistenza Tecnica
- Sottoscrizione del contratto entro 6 mesi dall'avviamento della caldaia
- Il costo annuo max. per il servizio di manutenzione programmata è di € 120,00 (IVA esclusa).

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casa ecosotenibile: estensione delle detrazioni fiscali e degli ecobonus per il 2016

Gli Ecobonus vengono estesi a tutto il 2016

Con Legge di Stabilità 2016 il Governo ha ufficialmente prorogato di un altro anno, ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili. Anche nell’anno prossimo dunque, gli italiani potranno usufruire delle detrazioni al 65% e al 50% sui lavori di casa, sugli interventi per il miglioramento energetico degli edifici e sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici.

La proroga al 2016 porta con sé anche alcune novità, prima fra tutte l’estensione degli sgravi fiscali agli enti di gestione delle case di edilizia residenziale pubblica che avranno la possibilità di “rimettere a nuovo” gli immobili più obsoleti, usufruendo anche di un fondo pari a 170 milioni di euro da destinare alla manutenzione.

Occorre però sottolineare che la decisione del Consiglio dei Ministri non equivale ad una stabilitazione del credito d’imposta. Questo significa che, a partire dal 2017, a meno che il Governo non decida di prorogare ulteriormente il meccanismo, tutti e i bonus si ridurranno al 36% e le spese massime verranno dimezzate.

Nell’anno prossimo però tutto rimane confermato, la formula in vigore nel 2015 sarà dunque valida.
Vediamo dunque di capire quali saranno gli interventi che anche nel 2016 saranno soggetti alle detrazioni fiscal i contenute nella Legge di Stabilità.

Ecobonus 2016, detrazione al 65 %

L'ecobonus del 65% è stato esteso a tutti i lavori realizzati entro il 31 dicembre 2016. Consiste in una detrazione fiscale dall’IRPEF o dall’IRES ,ripartita in dieci anni (vale a dire in 10 rate annuali), su una spesa massima di 100mila euro.. Possono usufruire del credito d’imposta tutti i contribuenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono l’immobile oggetto di intervento della riqualificazione energetica. Dall’anno inoltre, il bonus verrà esteso agli ex Iacp che ristrutturano le cosiddette case popolari. Gli interventi ammessi riguardano nel dettaglio:

- la riduzione del fabbisogno energetico da il riscaldamento
- il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, porte)
- l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda
- la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
- il miglioramento energetico delle case popolari.

Lo sgravio è stato confermato anche ai lavori di adeguamento antisismico, la messa in sicurezza degli edifici esistenti, l’aumento dell’efficienza idrica e del rendimento energetico. In questo caso però occorre rispettare una condizione: l’immobile deve essere localizzato nelle zone classificate 1 o 2 di rischio sismico.

Gli interventi potranno riguardare il singolo appartamento, ma anche le parti comuni degli immobili condominiali. Si potranno detrarre le spese riguardanti i lavori edili relativi all’intervento di risparmio energetico, le prestazioni professionali necessarie, le forniture e la posa in opera di materiali di coibentazione e di impianti di climatizzazione, nonché i costi della realizzazione delle opere murarie ad essi collegate.

Sottolineiamo che l’ecobonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste, come ad esempio il bonus ristrutturazioni.

Bonus ristrutturazioni, detrazione 50%

Conferma ufficiale anche al bonus ristrutturazione, valido nrgli interventi edilizi che non contemplano il miglioramento energetico. In questo caso la detrazione fiscale ammonta al 50% e può essere ammortizzata in dieci rate annuali su una cifra massima di 96 mila euro.

Possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili nei quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l'inquilino o il comodatario.Il credito d’imposta verrà erogato negli inteventi di:

- di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale
- di manutenzione straordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
- di restauro e di risanamento conservativo, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
- di ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
- necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie elencati nei punti precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza
- di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Bonus Mobili

Conferma dell’ultim’ora anche del bonus mobili. La detrazione fiscale al 50% sarà valida per gli interventi eseguiti nell’ambito di lavori di ristrutturazione entro il 31 dicembre 2016 fino a un tetto massimo di 10mila euro. Unico dubbio riguarda in questo caso l’estensione agli under 35 che decidono di mettere su famiglia e che potrebbero accedere all’incentivo senza l’obbligo di ristrutturazione edilizia (previsto negli altri casi). Il credito d’imposta riguarderà le spese sostenute in gli arredi e i grandi elettrodomestici (classe A+, e A solo per i forni) e in apparecchiature con l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.

Ricordiamo che per accedere ai tre bonus il contribuente dovrà eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, indicando:
- la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane Spa nei bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione
- il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

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Caldaia a condensazione. Con la nuova legge sono oggi le uniche installabili.

Solo caldaie a condensazione.

Si tratta di un’ulteriore rivoluzione nel settore del riscaldamento domestico in quanto, da settembre 2015, scatterà l’obbligo di installazione delle sole caldaie a condensazione; l’elevato risparmio energetico e lo sfruttamento dell’energia rinnovabile naturalmente presente nell’ambiente, sono gli obiettivi a livello europeo che cambieranno nel tempo il mondo del riscaldamento domestico.

Verranno introdotte delle nuove etichettature energetiche sugli standard minimi di efficienza per le caldaie; in particolare ci sarà una classificazione energetica da A++ a G per gli apparecchi per riscaldamento degli ambienti e da A a G per gli apparecchi per produzione di acqua calda sanitaria.

L’obbligo riguarderà in prima battuta i produttori di caldaie che non potranno più immettere sul mercato modelli non a condensazione a partire dal 26 settembre 2015.

A partire da questa data, chi vorrà installare una caldaia in casa propria, dovrà installare solo modelli a condensazione. Continueranno ad essere prodotte solo un tipo particolare di caldaia non a condensazione, quelle “a camera aperta”, da installare quando non sia possibile andare a sostituire una vecchia caldaia con una caldaia a condensazione per problemi legati alla canna fumaria collettiva di alcuni edifici multifamiliari.

La tendenza Europea sarà sempre più rivolta al miglioramento del rendimento energetico, favorendo lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, dando la preferenza alle tecnologie a minore impatto ambientale.

ATTENZIONE: Tale obbligo riguarda esclusivamente i produttori e non comporta il ritiro dal mercato delle caldaie di tipo tradizionale. Pertanto non c’è un obbligo esplicito di montare esclusivamente caldaie a condensazione ma di non immetterle più sul mercato. Potranno essere ancora installate caldaie non a condensazione purché la data di fabbricazione risulti antecedente al 26 settembre 2015 (per esaurire le scorte di caldaie tradizionali già prodotte).

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pannello solare fotovoltaico. Detrazione fiscale al 65% per la riqualificazione

Ecobonus 65% per le riqualificazioni energetiche

La Legge di Stabilità ha riconfermato il bonus della riqualificazione energetica per un altro anno, quindi fino al 31 dicembre i contribuenti potranno continuare a fruire della detrazione Irpef o Ires Ecobonus al 65% e al 50% nel bonus ristrutturazioni edili e acquisto di mobili ed elettrodomestici. Tali agevolazioni, quindi saranno prorogate a tutto il 2016 e sempre con una detrazione pari rispettivamente al 65% e 50%.
Di seguito troverete tutte le novità introdotte gli interventi di riqualificazione energetica, il tetto di spesa massima consentita dall'agevolazione e come funziona la detrazione, oltre ai tipi di intervento ammessi all'Ecobonus onde aumentare l'efficienza energetica di un edificio esistente sia che si tratti di un'abitazione privata, di un condominio o strumentale alla società, impresa o autonomo esercente arti o professioni.

Legge di stabilità 2016 Ecobonus, ristrutturazioni e mobili:

Confermati con la Legge di Stabilità 2016 Ecobonus 65% interventi risparmio energetica degli edifici e detrazione Irpef 50% nelle ristrutturazioni edili, bonus acquisto mobili ed elettrodomestici, sempre se la spesa è stata effettuata a seguito di interventi di ristrutturazione edilizia. Il 2016 la nuova scadenza per la detrazione delle spese di risparmio energetico cd. Ecobonus è al 31 dicembre 2016 valida anche per le spese sostenute negli interventi sulle parti comuni condominiali che inizialmente era prevista fino al 30 giugno 2016 che sulle singole abitazioni spese prima agevolabili fino al 31 dicembre 2015.
Dopo il 31 dicembre 2016, le due detrazioni tornano ad avere l'agevolazione ordinaria al 36% del bonus dal 1° gennaio 2017 e dal 1° luglio 2017 nei condomini.
Grazie alla decisione del Governo di confermare e prorogare le due detrazioni Irpef a tutto il 2016 è una notizia che è stata ben accolta sia dai contribuenti che da chi lavora nel settore dal momento che i numeri rilevati dall'ENEA parlano di più di 355.000 richieste di detrazioni ecobonus pervenute nel 2013 che hanno fatto registrare un + 35% rispetto al 2012 mentre il Cresme e il Servizio Studi della Camera hanno calcolato che i contribuenti privati per le due agevolazioni insieme hanno sostenuto spese con un totale di 28 miliardi di euro, di cui 4,8 miliardi di entrate Iva e 226 mila nuovi posti creati che faranno registrare +54% nel 2014.

Inoltre ricordiamo l'altra novità per la fruizione dell'Ecobonus ma stavolta introdotta a giugno con il Dlg Semplificazione fiscale, chiarendo, il decreto che ha previsto il 730 precompilato, che ha di fatto abolito l'obbligo dei contribuenti di inviare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate dei lavori di riqualificazione energetica degli edifici ammessi alla detrazione qualora protratti per più di un anno.

Che cos'è e come funziona la detrazione

L'Ecobonus è un'agevolazione fiscale prevista per i contribuenti che sostengono spese in interventi di riqualificazione energetica nella propria casa, sugli edifici condominiali o sugli uffici, negozi, capannoni. Tale agevolazione, consiste in una detrazioni dall’Irpef se la spesa è effettuata dal contribuente privato o dall’Ires se impresa o società, che lo Stato riconosce quando vengono eseguiti lavori onde aumentare l'efficienza energetica degli edifici già esistenti.
Sono spese detraibili e quindi agevolabili quelle sostenute onde ridurre il fabbisogno energetico di riscaldamento, migliorare e mantenere il calore all'interno dell'edificio come ad esempio la pavimentazione, finestre e infissi o coibentazioni, oltre che l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, quindi meno spreco di energia, più risparmio e maggiore efficienza energetica.
La detrazione Irpef spettante in questo tipo di interventi è stata confermata dalla Legge di Stabilità fino al 31 dicembre 2016 al 65% mantenendo fissi i limiti di spesa entro cui spetta l'agevolazione. Il tetto spesa Ecobonus 2016, a prescindere dalla categoria catastale degli immobili esistenti è: Interventi riqualificazione energetica di edifici esistenti 100.000 euro Involucro edifici esistenti ad esempio interventi su pareti, finestre e infissi il tetto di spesa massima è di 60.000 euro. Installazione di pannelli solari 60.000 euro. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale 30.000 euro.

A chi spetta detrazione fiscale

La detrazione Ecobonus 65% 2015 spetta a tutti i contribuenti privati residenti e non residenti e contribuenti titolari di impresa quindi con Partita IVA, che possiedono a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di interventi di risparmio energetico.

Sono ammessi all'Ecobonus spese per l'aumento efficienza energetica edifici quindi:
- persone fisiche: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini in merito agli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini che hanno in comodato d'uso l’immobile.
- titolari di partita iVA esercenti arti e professioni;
- contribuenti con redditi d’impresa: quindi persone fisiche, società di persone, società di capitali spetta detrazione Ecobonus sull'IRES;
- associazioni tra professionisti;
- enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Si ricorda inoltre che la detrazione Irpef Ecobonus delle spese di risparmio energetico può essere fruita anche dai familiari conviventi del soggetto che ditiene o possiede l'immobile oggetto dell'agevolazione. Quindi sia il coniuge, figli che parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado, possono sostenere le spese di realizzazione dei lavori e fruire dell'agevolazione fiscale. Riguardo invece gli interventi che rientrano nell'Ecobonus effettuati su edifici che risultano essere immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione, la spesa non è riconosciuta se sostenuta da familiari anche se conviventi.

Spese e gli interventi di risparmio energetico agevolabili

Le spese e gli interventi di risparmio energetico a cui spetta l'agevolazione fiscale della detrazione dell’imposta lorda sul reddito Irpef o IRES pari al 65% è su quelle spese sostenute dal contribuente dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, come disposto dalla nuova Legge di Stabilità 2016. Nelle spese Ecobonus effettuate fino al 5 giugno 2012 al contribuente spetta una detrazione pari al 55%. A partire dal 1° luglio 2017 si applicherà la detrazione ordinaria.

Quali sono gli interventi di risparmio energetico ammessi all'agevolazione Ecobonus?
1) Interventi di riqualificazione energetica a patto che si realizzi una diminuzione del fabbisogno energetico annuo rispetto ai valori indicati nell’allegato A del D.M. 11/03/2008 negli interventi iniziati nel 2008 e anni successivi. In questo tipi di intervento, la detrazione 65% spetta fino ad una spesa di 100 mila euro.
2) Interventi su edifici esistenti concernenti coperture e pavimenti, finestre e infissi, a patto che si realizzi una diminuzione o pari valori indicati dall’Allegato B, punto 2, del DM 11/3/2008 e DM 26/1/2010. La detrazione Ecobonus spetta fino ad un tetto massimo di spesa di 60.000 euro.
3) Installazione di pannelli solari di produzione dell’acqua calda sia ad uso domestico che industriale e sia con l’acquisto di impianti termodinamici di produzione di acqua calda ed energia elettrica, in questo caso però la detrazione spetta solo nella componente acqua. Tetto spesa massima è pari a 60 mila euro.
4) Sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia quindi anche per l'acquisto di pompe di calore ad alta efficienza e impianti a basso assorbimento di energia, e sostituzione dei vecchi scaldabagni con scaldacqua a pompa di calore. La detrazione 65% spetta entro un massimo di spesa di 30 mila euro.

Nell'Ecobonus 2016 sono ammesse inoltre le spese di esecuzione di interventi di risparmio energetico come ad esempio i costi di installazione dei pannelli solari, opere murarie, eventuali lavori di deviazione e allacciamenti, smontaggio e prestazioni professionali di redazione della certificazione energetica indispensabile per far fruire al contribuente la detrazione spettante.

Calcolo, limiti e come dividere quota detrazione sul 730 e Unico

L'Ecobonus 2016 come abbiamo detto consiste in un'agevolazione fiscale che prevede la detrazione 65% sulle spese sostenute dal contribuente negli interventi riqualificazione energetica. La detrazione spettante è una detrazione di imposta lorda sull'IRPEF in caso di contribuenti privati e sull'IRES in caso di società.

Ma come funziona la detrazione? La detrazione degli interventi effettuati va divisa in quota di pari importo da scaricare con la dichiarazione dei redditi quindi tramite modello 730 o Unico. Il numero delle quote da scaricare sono al massimo 10 quindi da dividere in 10 dichiarazione dei redditi.

La suddivisione delle quote va effettuata in base alla spesa rispettando sempre i limiti di spesa di ogni tipologia di intervento. Attenzione però a verificare se la quota da scaricare nelle spese di riqualificazione sia superiore a quella dovuta dal contribuente su IRPEF o IRES, perché in tal caso se la detrazione Ecobonus è più alto di quanto dovuto, l’eccedenza non può essere riportata all’anno successivo né tantomeno essere richiesta a rimborso.

Quali documenti servono

Una volta completati i lavori di riqualificazione energetica il contribuente per fruire dell'agevolazione fiscale e quindi ufficializzare la detrazione Irpef o IRES deve presentare una specifica documentazione, ovvero:
1) Certificazione energetica dell’edificio che non va richiesta se l'intervento di riqualificazione è consistito in infissi sul singolo alloggio, installazione pannelli solari o caldaie, pompe di calore o in impianti geotermici.
2) Scheda informativa degli interventi realizzati, il contribuente in questo caso può utilizzare la scheda semplificata, compilabile.
3) Attestazione di corrispondenza dell'intervento ai requisiti indicati dalla legge. Tale certificazione, va redatta solo in caso di installazione finestre e infissi, sostituzione impianto climatizzazione invernale che se inferiore a 100 kw può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore, mentre nella sostituzione dello scaldacqua serve quella del tecnico abilitato.
Riguardo la Certificazione energetica e la scheda informativa devono essere spedite entrambe all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori esclusivamente in via telematica.l

Pagamenti ammessi nella detrazione

Ai fini di riconoscimento dell'agevolazione fiscale, occorre che i pagamenti delle spese di intervento di riqualificazione energetica da portare in detrazione, siano effettuati obbligatoriamente nelle seguenti modalità:Pagamenti per i privati: bonifico bancario o postale. Per le imprese non sussiste obbligo di pagamento con specifici sistemi.

Documenti da conservare per i controlli Agenzia Entrate

Asseverazione del tecnico abilitato.
Dimostrazione dell'avvenuta trasmissione della documentazione trasmessa all'ENEA + copia inviata.
Fatture, ricevute fiscali delle spese effettuate relative all'Ecobonus.
Ricevuta dei bonifici effettuati, fatta eccezione alle imprese.
Per interventi sulle parti comuni condominiali: copia delibera assembleare e tabella millesimale di ripartizione delle spese.
Per gli interventi effettuati dall'affittuario-usufruttuario: dichiarazione di consenso all'intervento da parte del proprietario.
Documentazione che attesti l’esistenza dell’edificio oggetto della detrazione Ecobonus quindi vanno bene iscrizione al catasto dell'immobile o richiesta di accatastamento, oppure, copia F24 IMU eventualmente dovuta.

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Ristrutturazione casa. Detrazione fiscale al 50% per la ristrutturazione.

Ecobonus 50% per le ristrutturazioni edilizie

Con il via libera alla legge di Stabilità per il 2016, il bonus fiscale per ristrutturazioni edilizie, ovvero la detrazione 50% Irpef, è stato prorogato di un altro anno. Sarà possibile usufruirne fino al 31 dicembre 2016. Per i lavori effettuati a cavallo di due anni, le relative spese dovranno essere indicate nella dichiarazione dei redditi dell'anno successivo.

La legge che ha introdotto il bonus del 50% (in precedenza l'aliquota era del 36%), la n. 90 del 3 agosto 2013, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale, del Decreto Legge n. 63 del 04/06/2013, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 181 del 3 agosto 2013.
Può essere utile, quindi, ricapitolare per quali lavori è possibile usufruire del bonus, chi possono esserne i beneficiari e qual è la procedura da seguire per ottenerlo.

Caratteristiche della detrazione

L'incentivo è previsto per interventi compiuti sul patrimonio edilizio esistente esclusivamente a destinazione residenziale e consiste in uno sconto dell'IRPEF pari al 50%.
Il tetto massimo di spesa è fissato in 96.000 euro a cui si possono aggiungere ulteriori 10.000 euro da spendere per l'acquisto di mobili per arredare l'immobile oggetto di ristrutturazione e grandi elettrodomestici di classe energetica almeno A+. Quindi, lo sconto massimo ottenibile è pari alla metà di questo tetto di spesa, cioè 48.000 euro per gli interventi edilizi, più 5.000 euro per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.

ATTENZIONE ! può usufruire del bonus mobili solo chi ha usufruito anche del bonus ristrutturazioni.

La detrazione si ripartisce unicamente in 10 rate annuali di pari importo.
Inoltre per gli interventi soggetti a detrazione 50% è prevista l'applicazione, per l'esecuzione dei lavori, dell'aliquota Iva agevolata del 10%.

Chi può usufruire della detrazione

Beneficiari della detrazione IRPEF sono coloro che effettuano le spese per gli interventi, quindi non solo i proprietari dell'immobile oggetto di ristrutturazione, ma anche i titolari di altri diritti reali, come:
- nudi proprietari o usufruttuari;
- affittuari o comodatari;
- soci di cooperative divise o indivise;
- il promittente acquirente che abbia già registrato il compromesso.
Può usufruire dell'agevolazione anche il familiare convivente del proprietario o del detentore dell'immobile.

Ricordiamo, però, che la legge definisce come familiare il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Pertanto, nel caso di convivenza more uxorio, è consigliabile stipulare un contratto di comodato d'uso gratuito per fruire del bonus.
Se l'immobile è in comproprietà detrae chi sostiene le spese in misura proprozionale a quanto speso.
Facciamo un esempio: immobile in comproprietà tra due coniugi. Se le spese le sostiene interamente il marito, può detrarre il 50% di tutta la spesa; se i due coniugi pagano in parti uguali, ciascuno detrae il 50% della metà pagata; se le spese sono sostenute in quote diverse, es. 1/3 e 2/3, ciascuno detrae il 50% della propria quota.
La Circolare Agenzia delle Entrate 24 aprile 2015, n. 17/E ha chiarito come la persona che effettua il bonifico possa essere anche diversa dal beneficiante, cioè colui che fruisce del beneficio fiscale.
È importante, però, indicare correttamente i dati del beneficiante nel bonifico e, naturalmente, questi deve rientrare nelle categorie degli aventi diritto. Dunque, un padre che paga le spese per la ristrutturaizone di un immobile in cui vive con il figlio può indicare quest'ultimo come beneficiante della detrazione.

Per quali edifici si può usufruire della detrazione

Il beneficio si può applicare, come detto in precedenza, solo agli immobili a destinazione residenziale e alle loro pertinenze.
Fondamentale rimane che si tratti di interventi su edifici esistenti, quindi risultano esclusi nuove costruzioni e ampliamenti. In quest'ultimo caso si potrà detrarre solo la parte di spesa relativa alla ristrutturazione della porzione di edificio esistente.
Per provare che l'immobile sia esistente è necessario che risulti accatastato o che sia stata presentata domanda di accatastamento.
Il limite di spesa a cui si può applicare la detrazione (attualmente fissato a 96.000 euro) è valido per ogni unità immobiliare.
Ciò significa che, se un contribuente è proprietario di diverse unità immobiliari, può usufruirne nella misura massima per ciascuna di esse.
Ma cosa accade se su una stessa unità immobiliare sono compiuti interventi edilizi a distanza di qualche anno?
La stessa circolare n. 17/E in precedenza citata ha chiarito che, se gli interventi non consistono in una mera prosecuzione dei lavori iniziati anni prima, si può usufruire nuovamente della detrazione nel limite massimo previsto per il momento in cui viene effettuata la spesa.
Per fare un esempio: Tizio ha realizzato nel 2013 degli interventi di consolidamento strutturale per la propria abitazione, raggiungendo il tetto di spesa detraibile. Nel 2015 intende effettuare un intervento di diversa distribuzione interna dell’alloggio: può usufruire della detrazione, con tutto il tetto di spesa ancora disponibile, perché si tratta di nuovi lavori, non in continuazione con quelli precedenti.

Quali spese possono usufruire della detrazione

Anche se parliamo genericamente di detrazioni per lavori di ristrutturazione, in realtà con questa parola si indica una tipologia ben precisa di interventi edilizi.
Invece il bonus 50% è previsto per tutte le seguenti categorie di lavori: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Inoltre, per i soli edifici condominiali, è possibile detrarre anche le spese per i lavori di manutenzione ordinaria eseguiti sulle parti comuni.

Nell'articolo Definizioni degli interventi edilizi, trovate la descrizione dettagliata di ogni singola tipologia di interventi, così come definita dalla legge, e potrete individuare in quale di essa possono rientrare gli interventi di vostro interesse.
Un elenco completo lo trovate comunque nella Guida dell'Agenzia delle Entrate, aggiornata a Gennaio 2015, alla pagina 26. Infatti, ci sono alcune tipologie di lavori, quali l'installazione di inferriate o la sostituzione del tubo del gas, che pur essendo di manutenzione ordinaria sono considerati dall'Agenzia detraibili anche per edifici privati.

Le spese detraibili non sono solo quelle relative all'esecuzione dei lavori da parte delle imprese, ma anche quelle relative all'acquisto dei materiali, anche nel caso in cui i lavori si eseguano in proprio.

Altre spese detraibili sono quelle professionali relative a progettazione, perizie, consulenze, rilascio di certificati di conformità dei lavori eseguiti. Sono detraibili anche tutte le spese per costi vari come oneri concessori, imposte di bollo, diritti di segreteria, eventuali permessi. La proroga della detrazione è estesa alle spese di acquisto dei mobili ed elettrodomestici utilizzati per arredare gli edifici ristrutturati, effettuate dal 6 giugno 2013. Gli interventi su edifici esistenti possono usufruire anche dell'Iva agevolata al 10%, secondo le modalità illustrate nell'articolo Iva per lavori edili.

Detrazione 50% per atti notarili relativi a pertinenze

Tra gli interventi soggetti a detrazione 50% ci sono anche quelli di recupero a fini abitativi di sottotetti esistenti; essi rientrano a tutti gli effetti tra quelli di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo.
Naturalmente è necessario che la trasformazione in abitazione non comporti un aumento di volume.
Per questo tipo di interventi è necessaria la redazione di un atto notarile per definire il sottotetto come pertinenza dell'abitazione esistente. Questo atto è fondamentale per ottenere la riduzione degli oneri da corrispondere per il rilascio del permesso di costruire.
Essendo quindi indispensabile per determinare l'importo delle spese detraibili, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito con la risoluzione n. 118/E del 30 dicembre 2014 che anche l'onorario da corrispondere per la sua redazione al notaio rientra tra i costi ammessi a detrazione 50%.
Ricordiamo invece che le spese notarili relative all'acquisto di immobili ristrutturati non sono ammesse a detrazione, pur essendo tali acquisti detraibili.

Come richiedere la detrazione

Per ottenere lo sconto IRPEF non è necessario presentare alcuna domanda o richiesta specifica, ma è sufficiente, in sede di dichiarazione dei redditi, indicare i dati catastali dell'immobile oggetto dell'intervento.

È indispensabile, tuttavia, che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, a eccezione di quelli che non possono essere eseguiti con questa modalità, come il pagamento di oneri concessori, diritti di segreteria, bolli, ecc..
Nel bonifico devono essere indicati il codice fiscale del beneficiante e il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario.
La causale da indicare è la seguente: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986 - Pagamento fattura n. ___ del______ a favore di _______________ partita Iva _________________.

La maggior parte degli istituti di credito ha comunque predisposto una modulistica apposita per la richiesta della detrazione e una procedura analoga per i bonifici effettuati on line, già comprensive della causale specifica.
Tale causale è valida anche per gli interventi di adeguamento sismico, per i quali è prevista un'aliquota di detrazione maggiore, pari al 65%, diversa però da quella relativa agli interventi di riqualificazione energetica.
Al bonifico effettuato verrà applicata dalle banche una ritenuta d'acconto dell'8% sulla somma spettante al beneficiario, con un aumento rispetto al 4% in vigore lo scorso anno.

Nel caso in cui si commetta un errore nell'effettuare il bonifico è possibile evitare di perdere l'incentivo, facendosi restituire la somma versata e ripetendo il pagamento con la modalità corretta.

Quali documenti conservare

Oltre alla copia di fatture e bonifici è importante conservare altri documenti da esibire in caso di controlli. Innanzitutto bisogna essere in possesso del titolo autorizzativo necessario per eseguire i lavori (a seconda dell'entità dell'intervento si potrà trattare di Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CILA).

Per i lavori di attività edilizia libera, per i quali non è previsto alcun titolo, è necessario predisporre un'autocertificazione in cui si indichi la data di inizio dei lavori e si dichiari che i lavori per i quali si chiede la detrazione siano tra quelli agevolabili.
Tale autocertificazione non deve essere presentata ad alcun ente, ma semplicemente conservata per eventuali controlli. Tuttavia suggerisco comunque di protocollarne una copia al Comune per avere una prova di data certa.

Nel caso in cui intervenga più di una impresa, anche non contemporaneamente, deve essere inviata all'ASL competente, con raccomandata A.R., una comunicazione contenente i seguenti dati:
- generalità del committente e ubicazione dei lavori;
- descrizione dell'intervento da realizzare;
- nominativo dell'impresa esecutrice con esplicita assunzione di responsabilità della stessa di rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;
- data di inizio dei lavori.

Altri documenti da conservare sono:
- domanda di accatastamento, nel caso in cui l'immobile non sia ancora censito;
- ricevute di pagamento ICI o IMU, se dovuta;
- delibera assembleare di approvazione dei lavori per i lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
- consenso del proprietario dell'immobile all'esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati da altri soggetti, diversi dai familiari conviventi.

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Riscaldamento a pavimento: il Conto Termico premia gli impianti a basso impatto ambientale

Il Conto Termico

Dal Gse il nuovo bando da 29 milioni di euro

Il 22/04/2015 è stato pubblicato il nuovo bando relativo agli incentivi del Conto Termico per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale effettuati da Amministrazioni pubbliche e soggetti privati. A disposizione degli operatori che si iscriveranno nei registri del GSE ci sono più di 29 milioni di euro, 6,93 milioni per le Amministrazioni pubbliche e 22,29 milioni per i soggetti privati.

Conto termico

Si tratta degli interventi previsti dall’articolo 4, comma 2 lettere a) e b) del DM 28 dicembre 2012 che per essere incentivati devono obbligatoriamente iscriversi ai Registri predisposti dal Gestore dei servizi energetici (GSE) . In base al decreto, gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica e gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa devono essere iscritti ai Registri nel caso in cui la potenza termica nominale complessiva, con riferimento al singolo edificio, unità immobiliare, fabbricato rurale o serra, sia maggiore di 500 kW e inferiore o uguale a 1000 kW.

Iscrizione nei Registri del Conto Termico

La richiesta di iscrizione deve essere inviata esclusivamente attraverso il portale online messo a disposizione dal GSE. Per informazioni sulle modalità di richiesta degli incentivi, in relazione al soggetto responsabile beneficiario, è possibile consultare on-line la sezione dedicata della normativa.

Graduatorie per accedere al Conto Termico

Le domande saranno inserite in una graduatoria che seguirà tre criteri di priorità:
- minor potenza degli impianti;
- anteriorità del titolo abilitativo;
- precedenza della data di richiesta di iscrizione al Registro.
Le graduatorie saranno pubblicate entro 60 giorni dalla chiusura dei registri, ma i partecipanti non saranno avvisati dell’eventuale ammissione.
Consulta il Contatore termico , viene aggiornato con cadenza mensile, e permette di visionare direttamente il plafond ancora usufruibile.

Cumulabilità

L’incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali, ad eccezione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e dei contributi in conto interesse. Limitatamente agli edifici pubblici ad uso pubblico, gli incentivi previsti dal DM 28/12/12 sono cumulabili con gli incentivi in conto capitale, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale. Nei casi di interventi beneficiari di altri incentivi non statali cumulabili, l’incentivo è attribuibile nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale vigente.

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